Sondaggi, solo aprendo a sinistra il PD torna competitivo.

Molti commentatori evidenziano come i sondaggi di gennaio segnino un dato di inversione di tendenza nel giudizio sui partiti di maggioranza. Rispetto ai dati autunnali la coalizione del governo Conte indietreggia di 4/5 punti, con la Lega per la prima volta in flessione e i 5 stelle ormai intorno al 25-26%. In questo quadro, diventa interessante capire cosa succede alle opposizioni.

Il PD resta al palo, intorno al 17% (solo in un caso arriva al 18%) ma diventa vivace la situazione dei partitini minori. Così, dopo diversi mesi, l’area di centrosinistra si porta al 23-24% e può aspirare a competere quantomeno con il Movimento 5 Stelle.

Da mesi proviamo a riaggregare i dati forniti dagli istituti di ricerca per ‘aree politiche’ omogenee: area di governo, opposizione di centrodestra, opposizione di centrosinistra (con dentro le varie sigle ex-Leu ma tenendo fuori Potere al Popolo). Ne esce fuori la tabella che segue:

 EMG – 22 GENNAIOSWG – 16 GENNAIOINDEX RESEARCH 15/01/19IPSOS 15/1/19
LEGA30.631.53335.8
MOVIMENTO 5 STELLE26.625.723.925.4
GOVERNO57.257.256.961.2
FORZA ITALIA8.88.687.1
FRATELLI D'ITALIA4.44.44.13.4
CENTRODESTRA13.21312.110.5
PD18.517.917.617.3
+EUROPA DI E. BONINO2.132.53.5
MDP, SI, ALTRI SINISTRA4.22.82.7
CENTROSINISTRA24.823.722.820.8
POTERE AL POPOLO1.82.32.1
ALTRO PARTITO2.23.86.16.2

Secondo i dati di Index riaggregati come abbiamo detto, lo scarto tra M5S e centrosinistra è di un solo punto, due per EMG e SWG. Tutti gli istituti che rilevano le forze minori di sinistra (IPSOS è l’unico a non farlo) concordano su questo punto.

Ciò evidenzia come l’opzione di un PD allargato e a capo di una coalizione più ampia rispetto al 2018 sia effettivamente all’ordine del giorno delle primarie.

 

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