Sbarramento al 5%, un regalo ai sovranisti?

Con il deposito della proposta di legge di riforma della normativa elettorale a firma del Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, PD e M5S hanno formalizzato le basi per la revisione delle modalità di elezione dei deputati e dei senatori della Repubblica.

Elementi centrali sono quelli relativi alla scelta del sistema elettorale proporzionale con una soglia di sbarramento alta, fissata al 5%.

Quale effetto politico e numerico può ragionevolmente portare l’approvazione di una simile proposta?

Sulla base dei sondaggi che ci accompagnano da diversi mesi, sono solo cinque le forze politiche in grado di superare la fatidica soglia: Lega, PD, M5S, Fratelli d’Italia, Forza Italia.

Rimarrebbe esclusa, e anche di molto, la formazione Italia Viva di Renzi e con lei anche altre liste minori tra cui i Radicali e varie liste ex Leu nonché partitini minori di centro. Complessivamente, una forbice tra il 10 e il 15% dell’elettorato non avrebbe voce in parlamento. Corrispondentemente, quel 10-15% di seggi si andrebbe a ripartire tra le 5 forze che potrebbero entrare in parlamento. Una sorta di ‘premio implicito’.

Così, si andrebbe a determinare un premio di seggi non banale per le liste più grandi. Tale meccanismo dovrebbe destare una preoccupazione più profonda tra le attuali forze di governo. Solo due entrerebbero in parlamento contro le tre forze di opposizione. Non solo: tali forze, anche senza raggiungere la maggioranza dei voti, in virtù del premio implicito, potranno avere una maggioranza parlamentare ampia.

Chi governa tende a cambiare il sistema elettorale per vincere le successive elezioni o quantomeno per non perderle.  Stavolta sembra invece che la preoccupazione principale sia quella di fare piazza pulita delle liste minori  anche a rischio di consegnare su un piatto d’argento il governo del paese agli avversari sovranisti.

Precedente Governo al 40%, destre vicine al 50%. Così il proporzionale corretto premia la destra.