LO SPAVENTA-TASSE

 

Tra le motivazioni che hanno portato alla nascita del secondo governo Conte, sostenuto dall’inedita maggioranza PD-5Stelle, una delle più rilevanti è stata la necessità di disinnescare la clausola di salvaguardia che avrebbe portato all’aumento dell’IVA. Anche per i tempi della crisi, il governo si è subito dovuto misurare sull’aggiornamento del DEF e la predisposizione della Legge di Bilancio 2020. Può essere utile rilevare come l’individuazione delle coperture abbia alimentato un dibattito ancora non esaurito su possibili nuove tasse o comunque su cambiamenti di regole fiscali non favorevoli a ampie categorie sociale. Sono almeno sette gli interventi fiscali che hanno spaventato gli italiani e che poi non si sono fatti o sono stati rimodulati (e la strada di approvazione della legge di bilancio è ancora lunga:

Quota 100 in discussione fino al 10 settembre

Flat tax da metà settembre e resta aperto fino al 30 ottobre – 45 giorni di discussione

Tassa biglietti aerei intorno al 20 settembre, rilanciata come emendamento in queste ore dal ministro Fioramonti – in discussione da circa 50 giorni

Tassa Diesel – in corso di discussione, aperta da 60 giorni

Tassazione sul contante – dal 15 settembre all’8 ottobre – 20 giorni

Merendine Circa 50 giorni di dibattito, verrà fatta solo una tassazione sulle bibite

Auto aziendali in discussione

 

Il punto che si vuole sollevare non è sulla opportunità o meno di alcuni provvedimenti, ma il fatto che sia stato esageratamente lungo il  tempo di esposizione mediatica delle possibili ‘bad news’. Una nuova tassa o l’eliminazione di un beneficio sono evidentemente una bad news.

Si può immaginare di rendere più caro il diesel, meno comprensibile che la discussione vada avanti per due mesi così da generare un’incertezza che non aiuta né chi vuole comprare né chi vuole un’auto (e l’auto è uno degli indici più sicuri dei trend di mercato). Analoga situazione su tutti gli altri ambiti. Forse una maggiore attenzione andrebbe posta alla separazione di due momenti nella formazione della manovra finanziaria: un momento interno in cui la maggioranza, variamente articolata, definisce le linee guida di intervento e uno esterno/pubblico in cui quelle proposte vengono discusse con gli attori esterni. Forse una spiegazione dei sondaggi negativi sta anche qui…

 

 

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