LA VOLUBILITÀ ELETTORALE A ROMA.

A Roma si voterà per le comunali tra meno di 24 mesi. Negli ultimi anni i commentatori hanno messo in evidenza l’orientamento avverso alla sinistra dell’elettorato di periferia, soprattutto oltre il GRA. Meno approfondito un altro elemento, cioè la tendenza degli elettori a cambiare voto, quello che per brevità chiameremo “volubilità elettorale”. Ebbene, la volubilità elettorale a Roma è altissima.

Prendendo a riferimento i dati elettorali resi disponibili da Mappa Roma dal 2013 ad oggi (con l’eccezione del dato delle Europee 2014 perché non comparabile e secondo i parametri specificati nella nota che segue) emerge come i poli di centrodestra, centrosinistra e cinque stelle abbiano registrato un andamento da montagne russe. Capire dove questa tendenza è più alta può aiutare le coalizioni a focalizzare gli sforzi elettorali in vista delle prossime comunali.

A livello cittadino, il voto per il centrosinistra in sei anni è stato davvero altalenante: nelle 137 (su 155) zone urbanistiche su cui si hanno dati percentuali disponibili, abbiamo che in sei anni a Roma il centrosinistra è oscillato di 17 punti percentuali, più del centrodestra che ha comunque una volubilità elettorale di 15 punti, meno dei Cinque Stelle, che registrano una forbice elettorale di 22 punti.

Va detto che le forbici elettorali di massima e di minima hanno temporalizzazioni diverse per le tre forze considerate. Il centrodestra ha il minimo nel 2013 e il massimo nel 2019, con un trend crescente e una volubilità bassa. I Cinquestelle hanno il miglior dato nel 2016 e il peggiore nel 2019; il centrosinistra registra il peggior dato nel 2016 e nel 2018 (politiche) e il migliore alle regionali del 2013. Com’è intuibile, i dati sono tra loro complementari. Forse è meno intuitivo evidenziare che i massimi e i minimi sono incrociati tra i tre, per cui il minimo della destra si registra con il massimo della sinistra, il minimo della sinistra con il massimo dei 5 Stelle, il minimo dei 5 Stelle con il massimo della destra.

Andando per zone urbanistiche queste le venti più altalenanti per il centro sinistra:

Risalta subito evidente come la maggiore variabilità elettorale del centrosinistra sia nel quadrante est della città. IV, V, VI municipio ma anche VII (Lucrezia Romana, Osteria del Curato, Gregna) e il Tufello in III municipio. Da segnalare, in positivo, anche la grande volubilità di San Lorenzo, ora secondo municipio, anch’esso nella parte est della città. Unica eccezione tra le prime venti la z.u. di Magliana (XI municipio). In tutti questi casi, tra la migliore e la peggiore performance elettorale del centrosinistra si registrano variazioni tra il 23 e il 26%, con il picco a Tor Cervara.

Al contrario le zone urbanistiche più stabili in termini percentuali per il centrosinistra sono il primo e secondo municipio e anche alcuni punti del XIII municipio, dove le performance sono mediamente le migliori di Roma, ma anche X  e XV municipio dove invece il risultato per la coalizione è molto al di sotto delle medie cittadine. Con il dato più stabile nella piccola enclave della z.u. Appia Antica Nord, in VIII municipio, dove in 6 anni il voto percentuale è oscillato di soli otto punti, tra il 27 e il 35%, con una media molto bassa rispetto al resto di Roma.

Dai dati di volubilità è possibile ricavare un’indicazione importante per il centrosinistra, cioè che alcune zone di Roma sono più propense a cambiare il proprio voto per o contro la coalizione e che tali sacche elettorali si concentrano nel grande quadrante est, sia dentro che fuori il GRA.

Cliccando qui il DETTAGLIO DELLA VOLUBILITA’ DEL CENTROSINISTRA.

Per quanto riguarda il centrodestra, vanno evidenziati due dati: la crescita costante dal voto a Storace del 2013 ad oggi e la tendenza a dati più stabili degli avversari.

Così abbiamo le seguenti 20 più alte e 20 più basse zone di volubilità elettorale per la destra:

I dati più altalenanti si concentrano in sesto municipio e in alcune altre z.u. dell’est, ma anche in alcune aree del nordovest: Massimina, Pantano di Grano, Casalotti, Prima Porta.

Cliccando qui il DETTAGLIO DELLA VOLUBILITA’ DEL CENTRODESTRA.

Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle i dati di massimo e di minimo sono:

Nel caso dei 5 Stelle abbiamo delle vere e proprie montagne russe, con variazioni superiori ai trenta punti in cinque zone di Roma. La volubilità qui, con una prevalenza in quarto e nono municipio, si presenta generalmente più distribuita. Al contrario, si concentra anche qui (di riflesso con gli altri dati)B in  primo e secondo municipio la maggiore rigidità elettorale, che nello specifico si traduce in una difficoltà enorme a penetrare elettoralmente.

Cliccando qui il DETTAGLIO DELLA VOLUBILITA’ DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE.

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