5×1000: quali regioni attirano più risorse (prima parte)

Sono stati pubblicati da poche settimane i contributi aggiornati del 5 per mille per l’anno 2016.

Elaborando i dati dell’Agenzia per le entrate, si ricavano dei numeri interessanti.

Sono 56.961 i soggetti beneficiari del 5 per mille.

Di questi 1957 soggetti hanno ricevuto zero euro, 22.911 da 0,18 fino a 1000 euro, 29.788 tra i 1000 e i diecimila euro, 4792 tra i 10.000 e i 100.000, 290 soggetti tra i 100.000 e 1.000.000 euro, 38 soggetti hanno ricevuto oltre 1 milione di euro.

Un dato interessante è rappresentato dalla raccolta per regione per regione. Il dato che si potrebbe aspettare è una sostanziale correlazione tra la ricchezza di una regione (misurabile attraverso il PIL regionale) e le destinazioni del 5 per mille per i soggetti di quello stesso territorio. In verità questo non succede, ad esempio perché alcune regioni sono scelte come sedi di Onlus o Enti di Ricerca più di altre. Così ordinando i valori assoluti della raccolta e li compariamo con quelli del PIL otteniamo la seguente tabella:

Si vede come ad esempio il Piemonte attragga più fondi del Veneto nonostante quest’ultimo generi più PIL. Stessa situazione tra Umbria e Abruzzo, Liguria e Campania, Puglia e Sicilia.

Per misurare in modo più efficace la capacità di attrazione del cinque per mille bisogna dotarsi di un piccolo indice, ad esempio si può determinare il rapporto tra raccolta e PIL per ogni regione, confrontarlo con la media nazionale e rapportare il tutto a base cento. Procedendo in questo modo arriviamo ad avere un Indice di attrattività del 5 per mille omogeneo che ci consente di definire in modo univoco la capacità di attrazione regionale. Ne esce fuori la classifica che segue, con il Lazio che precede la Lombardia e Liguria, che rappresentano le sole regioni capaci di superare ‘quota cento’ nell’indice e attirare le donazioni extraregionali:

L’indice evidenzia come il Lazio (soprattutto Roma), la Lombardia e la Liguria abbiano sul proprio territorio una forte concentrazione di associazioni ed enti di ricerca nazionali e internazionali capaci di richiamare l’attenzione di cittadini residenti in altre regioni d’Italia.

Visti i numeri della raccolta cinque per mille e considerato che tale dato è solo una delle entrate dei soggetti no profit forse ha senso guardare con maggiore attenzione a questo fenomeno come una possibile variabile di attrazione di risorse economiche?

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