FOCUS XI MUNICIPIO. Il voto ‘volubile’ della periferia.

Dopo aver visto come il voto romano premi sostanzialmente la destra (qui il dettaglio) tanto da farla diventare maggioritaria in otto municipi su quindici, si presenta qui un dettaglio sul Municipio XI realizzato grazie ai dati suddivisi per quartiere pubblicati da Mappa Roma nei giorni scorsi (qui i dati dettagliati in open source). I dati sono slide elaborate per una presentazione specifica fatta a Marconi nei giorni scorsi.

E’ stata così approfondita l’ipotesi, avanzata già qui rispetto all’area di Tor Bella Monaca e Torre Maura, per cui l’affermazione ricorrente per cui le periferie non votano la sinistra e il PD andrebbe riformulata dicendo che il voto delle periferie non è di destra o sinistra ma cambia più facilmente.

Il municipio undicesimo presenta sette contesti urbanistici abbastanza noti grazie anche alla cronaca giornalistica. Corviale, Trullo, Magliana storica (urbanisticamente ‘Pian due torri). A queste si aggiungono le periferie più esterne di Muratella (urbanisticamente Magliana) e Ponte Galeria (fuori dal GRA). Sono invece ascrivibili alla fascia dei quartieri di periferia storica Marconi e Portuense.

LA VOLATILITA’ DEL VOTO IN PERIFERIA

Oltre ad entrare nel dettaglio del voto di ognuno di questi quartieri, si è provato a verificare come è cambiato il voto in questi quartieri dal 2013 ad oggi. Si sono così presi (qui la sorgente dati sempre di Mappa Roma) i dati delle diverse elezioni e si sono ri-aggregati per coalizione (Centrosinistra, Centrodestra e Cinquestelle) e in termini percentuali in modo da rendere omogeneo il confronto tra elezioni amministrative, regionali con politiche ed europee. Si tratta di un lavoro ancora grezzo ma che con tutte le migliorie possibili (*). Rispetto alle serie così ottenute si è andato a calcolare la media del voto, la variazione tra il migliore e il peggiore risultato di ogni aggregazione, la devianza standard. Più è alto il range (scarto tra valori) e più è alta la deviazione standard, più il voto è volubile.

In sei anni il voto romano per le coalizioni (che sono anche più stabili dei partiti) è stato come le montagne russe. Dal successo delle regionali di Zingaretti nel 2013 all’exploit di Raggi nel 2016 fino alla performance attuale di Lega e centro destra, i cittadini romani hanno cambiato rapidamente e spesso radicalmente il voto. In sei anni, a Roma il centrosinistra (prima riga della tabella) si è mosso in una forbice di ben 17 punti (quando sarà possibile omogenizzare con le Europee 2014* tale forchetta salirà anche di più) la destra di 15 punti e il M5S di 22 punti.

Rispetto alla media cittadina, il Municipio XI ha ovunque un voto più volubile. Tale dato diventa ancora più significativo nei quartieri di Magliana storica (Pian due Torri nella tabella), Muratella (nella tabella indicata come Magliana). Su valori simili anche il voto della ‘borgata’ Trullo e di Marconi. Il range è in tutti questi casi superiore a venti punti, così ad esempio nel quartiere della Magliana storica si passa dal 40% di Zingaretti nel 2013 al 17% di Renzi nel 2018 e al 19% di Giachetti nel 2016. Anche la zona meno rossa del municipio, Ponte Galeria spazia dal 34% al 14% con disinvoltura. Per questo sembra essere più corretto ragionare sulle cause della volubilità elettorale delle periferie che non sulla rappresentazione, parziale, di periferie anti-sinistra.

Ciò evidenziato, il risultato nei quartieri del Municipio XI è così dettagliato:

(*) Ad esempio il dato delle Europee del 2014 non è stato valutato per mancanza di dati sulla Lega e difficoltà ad aggregare correttamente Scelta Civica.

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