‘Decreto senza dignità’: a rischio 900.000 posti. I casi di 15 dipendenti Buitoni e di una mamma di Roma.

Il primo errore del decreto Di Maio è nel nome: non andrebbe chiamato decreto dignità ma Decreto senza dignità. Non esiste ancora una statistica o un database che dia un riscontro quantitativo di quanti siano i contratti di lavoro a tempo determinato che non saranno rinnovati per gli effetti del decreto ma andando a leggere qua e là, tra i primi casi dell’applicazione della norma che riduce da tre a due anni la durata del contratto a tempo determinato e abbassa i rinnovi ad un  massimo di quattro.

C’è però un allarme lanciato già lo scorso 2 luglio dalle colonne del Sole 24 Ore sulla base di uno studio commissionato dalla stessa testata a Datagiovani:

“… secondo le stime del centro studi Datagiovani per Il Sole 24 Ore sono 892mila. Un valore che supererebbe  se si considerassero tutti i rapporti a tempo determinato in scadenza entro fine anno, circa il 57% del totale”.

L’immagine ad inizio articolo e presa dallo stesso articolo de Il Sole 24ore riassume in modo efficace il possibile scenario che si andrà a determinare entro la fine di quest’anno. e che riguarda soprattutto gli under 35.

Tra i primi casi di non rinnovo a causa del decreto senza dignità si evidenzia quello di 15 lavoratori della Buitoni di Benevento, per sopraggiunto limite di rinnovi, segnalato da Il Mattino di Napoli e quello della mamma romana che non si è vista rinnovare il contratto da Anpal Servizi: storia raccontata questa mattina da Repubblica. Questa la dichiarazione raccolta dal giornale (seguendo il link si trova l’articolo integrale):

“Mio figlio è nato 2 settimane fa e ne ho un’altra di 3 anni. Ma adesso ho paura per il futuro”, dice Valeria, 35enne romana che ha raggiunto i 24 mesi previsti come tetto massimo per i contratti a tempo determinato

A volte sono le storie, le persone con il loro vissuto, ad esprimere meglio dei numeri quali siano le ricadute delle scelte di politica del lavoro. Come in questi casi, in cui la dignità professionale è prevaricata da una ‘norma in corsa’ che azzera percorsi di vita e di lavoro con un solo tratto di penna.

AGGIUNTA DEL 5 AGOSTO 2018

Ai casi sopra riportati e nonostante sia in corso una modifica del testo in sede parlamentare ha fatto clamore il caso del 32enne bancario precario di Aizzone (Piemonte) che a settembre perderà il lavoro a causa del job act. Il giovane ha affidato a twitter la sua protesta:

Buonasera Ministro @luigidimaio, ci tengo a farle sapere che, anche grazie a lei e al suo decreto dignità, oggi mi hanno confermato che da settembre sarò finalmente un disoccupato. Non è che per caso @Tboeri aveva ragione? Ma tanto io aspetto il suo reddito di cittadinanza, no?”.

Qui tutta la storia: http://torino.repubblica.it/cronaca/2018/08/05/news/perde_il_lavoro_con_il_decreto_dignita_diventa_un_caso_il_suo_appello_a_di_maio-203464649/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1

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